Questa settimana ho letto la newsletter di un coach che seguo da anni.
Il titolo era simile ad una domanda che mi hanno fatto decine di clienti prima di partire per le vacanze:
“Ma se cammino tanto, è come se facessi cardio?”
La risposta breve è no.
La risposta lunga è più interessante e, con le giornate più lunghe, le abitudini che si allentano e le vacanze in arrivo, non esiste momento più giusto per parlartene.
Due sistemi diversi
Partiamo da un presupposto: muoversi ed allenarsi non sono la stessa cosa.
Il cuore non migliora perché ti muovi. Migliora quando lavora sotto sforzo.
Per creare uno stimolo cardiovascolare reale, la frequenza cardiaca deve salire in modo sensibile rispetto al riposo. E restarci per un periodo prolungato.
Quando rimani abbastanza a lungo da costringere cuore e polmoni ad adattarsi, viene pompato più sangue ad ogni battito, viene estratto più ossigeno dai muscoli e la frequenza a riposo diventa più bassa nel tempo (bradicardia).
È lo stesso principio con cui alleni un muscolo. Senza un carico sufficiente, non c’è adattamento.
Una passeggiata sul lungomare tra una bancarella e l’altra è sicuramente piacevole ma non porterà mai la frequenza cardiaca in quella zona.
E se non ci arriva, il cuore non riceve nessun segnale per migliorare.
I benefici della camminata
Tuttavia, questo non significa che camminare non serva a niente.
Semplicemente non serve a bruciare grassi.
Ogni volta che effettui del movimento, il corpo consuma glucosio nel sangue.
Una camminata di pochi minuti dopo un pasto abbassa in modo misurabile il picco glicemico dovuto al pasto. Aiuta la digestione. Brucia energia.
Sono benefici reali e misurabili.
Due sistemi. Due stimoli. Due ragioni per esistere entrambi.
La domanda da porsi quindi non è “Ma se cammino tanto, è come se facessi cardio?” ma piuttosto “Sto facendo abbastanza per mantenermi attivo?”
Non sei una lucertola
Ti sarà sicuramente capitato, al mare, di osservare le persone stese sui lettini.
Immobili per ore.
Cambiano posizione solo per esporre l’altro lato al sole e, se potessero avere qualcuno che le gira, non sprecherebbero energie nemmeno per quello.
Esattamente come le lucertole: si scaldano al sole perché non hanno altro modo per regolare la loro temperatura corporea.
Sono ectoterme: dipendono passivamente dall’ambiente per funzionare.
Non generano calore da dentro, lo prendono da fuori.
Un corpo umano che sceglie di restare fermo tutto il giorno sta facendo la stessa scelta.
Delega all’ambiente quello che dovrebbe attivare da dentro.
E quando resti fermo troppo a lungo, non ti stai solo riposando.
Stai togliendo al corpo la ragione per cui dovrebbe continuare a funzionare bene.
La glicemia resta alta più a lungo dopo i pasti, la circolazione rallenta, il sonno peggiora.
(E se non usi la crema solare rischi anche di scottarti, ma questo è un altro discorso).
Non spegnerti
Con questo non voglio dire che in vacanza devi continuare ad allenarti come quando sei a casa.
Voglio semplicemente invitarti a non spegnerti.
Chi capisce la distinzione tra movimento ed allenamento smette di sentirsi in colpa se in spiaggia non riesce a fare la sua sessione di pesi, di corsa o di qualsiasi altro allenamento svolga durante l’anno.
E smette anche di illudersi che i passi fatti per andare avanti e indietro dal bar coprano quello che il cuore avrebbe bisogno di ricevere.
Al tuo benessere,
Mauro









